Medioevo – ricerce e articoli

05/05/2011

Papa Gregorio I (Gregorio Magno)


Papa Gregorio I 64º papa della Chiesa cattolica

Elezione: 3 settembre 590

Fine pontificato: 12 marzo 604

Predecessore: papa Pelagio II

Successore: papa Sabiniano

Nascita: Roma, 540 circa

Morte: Roma, 12 marzo 604

Sepoltura: Basilica di San Pietro

Papa Gregorio I, detto Papa Gregorio Magno ovvero il Grande (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604), fu il 64º papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte. La Chiesa cattolica lo venera come santo e dottore della Chiesa.

Biografia

Gregorio Magno nacque verso il 540 da una famiglia aristocratica forse imparentata con quella senatoria degli Anici. Alcuni genealogisti collocano fra gli antenati di Gregorio i papi Felice II ed Agapito I. Gregorio era figlio di Gordiano e di Silvia. Ai 25 anni di età venne nominato prefetto di Roma.

Monaco e delegato apostolico

Grande ammiratore di Benedetto da Norcia (anch’egli discendente della gens Anicia), decise di trasformare i suoi possedimenti a Roma (sul Celio) e in Sicilia in altrettanti monasteri e di farsi monaco, quindi si dedicò con assiduità alla contemplazione dei misteri di Dio nella lettura della Bibbia.

Non poté dimorare a lungo nel suo convento del Celio poiché il papa Pelagio II lo inviò verso il 579 come apocrisario, presso la corte di Costantinopoli, dove restò per sei anni, e si guadagnò la stima dell’imperatore Maurizio I, di cui tenne a battesimo il figlio Teodosio.

Il pontificato

Al proprio rientro a Roma, nel 586, tornò nel monastero sul Celio, vi rimase però per pochissimo tempo, perché il 3 settembre 590 fu chiamato al soglio pontificio dall’entusiasmo dei credenti e dalle insistenze del clero e del senato di Roma, dopo la morte di Pelagio II di cui era stato segretario.

Gregorio con Giovanni Battista,san Benedetto da Norcia e san Girolamo. Pittura su tela di Andrea Mantegna (1497)

In quel tempo Roma era afflitta da una terribile pestilenza. Per implorare l’aiuto divino, Gregorio fece andare il popolo in processione per tre giorni consecutivi alla basilica di Santa Maria Maggiore, cosa che, ovviamente, aumentò i contagi. Cessata l’epidemia, più tardi una leggenda disse che, durante la processione, era apparso sulla mole Adriana l’arcangelo Michele che rimetteva la spada nel suo fodero come per annunziare che le preghiere dei fedeli erano state esaudite. Da allora la tomba di Adriano mutò il nome in quello di Castel Sant’Angelo e una statua dell’angelo vi fu posta sulla cima.

Come papa si dimostrò uomo di azione, pratico e intraprendente (chiamato “l’ultimo dei Romani”), nonostante fosse fisicamente abbastanza esile e cagionevole di salute. Fu amministratore energico, sia nelle questioni sociali e politiche per supportare i bisognosi di aiuto e protezione, sia nelle questioni interne della Chiesa.

Trattò con molti paesi europei; con il re visigoto Recaredo di Spagna, convertitosi al Cattolicesimo, Gregorio fu in continui rapporti e fu in eccellente relazione con i re franchi. Con l’aiuto di questi e della reginaBrunechilde riuscì a tradurre in realtà quello ch’era stato il suo sogno più bello: la conversione della Britannia, che affidò ad Agostino di Canterbury, priore del convento di Sant’Andrea.

A questo proposito si racconta che un giorno, scendendo dal suo convento sul Celio e vedendo al mercato alcuni giovani schiavi britannici esposti per la vendita, bellissimi di aspetto e pagani, esclamasse rammaricato:

« Non Angli, ma Angeli dovrebbero esser chiamati… »

In meno di due anni diecimila Angli, compreso il re del Kent, Edelberto, si convertirono. Era questo un grande successo di Gregorio, il primo della sua politica che mirava ad eliminare gli avversari della Chiesa e ad accrescere l’autorità del papato con la conversione dei “barbari”.

Si trovò a dover provvedere, a fronte di un’inefficiente esercito imperiale, alla difesa di Roma, assediata nel 593 da Agilulfo, re dei Longobardi, coi quali poi riuscì a stabilire rapporti di buon vicinato e avviò la loro conversione dall’eresia ariana al cattolicesimo grazie anche all’influente sostegno della regina Teodolinda.

Nei territori che cadevano sotto la propria responsabilità amministrativa in Italia, nel cosiddetto Patrimonio di San Pietro, seppe far fronte, aiutato da una rete di funzionari, ad una serie di problemi, resi più gravi dalle continue alluvioni, carestie e pestilenze; ebbe cura degli acquedotti e favorì l’insediamento dei coloni eliminando ogni residuo di servitù della gleba. Riuscì ad intrattenere rapporti epistolari anche con il re dellaBarbagia, Ospitone, e cercò di dissuadere la popolazione dall’idolatria e dal paganesimo, convertendo Ospitone stesso al Cristianesimo.

Riorganizzò a fondo la liturgia romana, ordinando le fonti liturgiche anteriori e componendo nuovi testi, e promosse quel canto tipicamente liturgico che dal suo nome si chiama gregoriano. L’epistolario (ci sono pervenute 848 lettere) e le omelie al popolo ci documentano ampiamente sulla sua molteplice attività e dimostrano la sua grande familiarità con la Sacra Scrittura.

Morì il 12 marzo 604.

Si può dire che sia stato il primo papa che abbia utilizzato anche il potere temporale della Chiesa senza, comunque, dimenticare l’aspetto spirituale del proprio compito.

Il canto Gregoriano

Il canto gregoriano è il canto rituale in lingua latina adottato dalla Chiesa cattolica e prende il nome da Gregorio I. Mentre non si sa se abbia scritto egli stesso dei canti (i manoscritti più antichi contenenti i canti del repertorio gregoriano risalgono al IX secolo), la sua influenza sulla Chiesa fece sì che questi prendessero il suo nome.

A tal proposito si cita la famosa leggenda di San Gregorio Magno, tramandata da un intellettuale longobardo della corte di Carlo Magno (Paul Warnefried, detto Paolo Diacono) e da un gruppo di illustrazioni di vari manoscritti che vanno dal IX al XIII secolo: Gregorio avrebbe dettato i suoi canti ad un monaco, alternando tale dettatura a lunghe pause; il monaco, incuriosito, avrebbe scostato un lembo del paravento di stoffa che lo separava dal pontefice, per vedere cosa egli facesse durante i lunghi silenzi, assistendo così al miracolo: una colomba (che rappresenta naturalmente lo Spirito Santo), posata su una spalla del papa, gli stava a sua volta dettando i canti all’orecchio.

Attila della letteratura

Secondo alcuni storici della letteratura, Papa Gregorio, oltre che “Magno”, venne soprannominato dai suoi contemporanei “Attila della letteratura” per la sua opera metodica di annientamento dell’antico sapere, che sarebbe culminata con l’aver dato alle fiamme la Biblioteca Palatina. Papa Gregorio avrebbe messo particolare attenzione anche nel distruggere i monumenti e le statue dell’antica Roma, tanto che il successore al soglio pontifico, Papa Sabiniano, sarebbe stato a lungo tentato di distruggere le opere create da Gregorio, in una sorta di damnatio memoriae contro l’enorme scempio da questi perpetrato.

Altri storici hanno invece ritenuto queste ipotesi prive di consistenza.

La leggenda dell’incesto

Una leggenda apocrifa sulle sue origini vuole che i suoi genitori biologici fossero due gemelli di nobile nascita, che avrebbero commesso incesto su istigazione del diavolo. Ancora neonato, sarebbe stato affidato al mare dalla madre, che lo aveva posto all’interno di una cesta nella quale sarebbe stato trovato e poi allevato da un pescatore. All’età di sei anni sarebbe entrato in un convento, successivamente lasciato per inseguire una carriera da cavaliere. Viaggiando fino alla sua terra di origine, vi avrebbe sposato la regina del luogo, che era, a sua insaputa, sua madre. Dopo aver scoperto questo doppio incesto, avrebbe speso diciassette anni nel pentimento prima di essere, infine, eletto papa.

Questo mito ha ispirato il romanzo Der Erwählte (“L’eletto”) di Thomas Mann.

Opere di Gregorio I

Sermoni (40 sui Vangeli sono riconosciuti come autentici, 22 su Ezechiele, 2 sul Cantico dei cantici)

Dialoghi – in 4 libri: il primo e il terzo su santi italiani a lui coevi, il secondo monografico su san Benedetto da Norcia e il quarto riguarda in particolare il destino dell’anima dopo la morte e narra di alcune profezie.

Moralia in Iob – esegesi del libro veterotestamentario di Giobbe

Regula Pastoralis – manuale per la vita e l’opera dei vescovi e in generali di coloro che ricoprono il ministero pastorale

Commento al primo Libro dei Re

Circa 850 lettere sono sopravvissute dal suo Registro papale delle lettere (Registrum Gregorii). Questa collezione serve come inestimabile fonte primaria su quegli anni.

edizione critica:

Dag Norberg, S. Gregorii Magni registrum epistularum libri I-VII, Corpus Christianorum Series Latina 140, Brepols, Turnhout, 1982

Dag Norberg, S. Gregorii Magni registrum epistularum libri VII-XIV, Corpus Christianorum Series Latina 140A, Brepols, Turnhout, 1982

Opera Omnia dal Migne patrologia Latina con indici analitici

Culto

La Memoria liturgica di San Gregorio Magno cade il 3 settembre.

Patrono

San Gregorio Magno è patrono principale di:

Manduria (Diocesi di Oria), dove sarebbe custodito come reliquia un frammento d’osso del suo braccio destro;

Vizzini, Diocesi di Caltagirone (CT);

Casola, frazione del comune di Domicella, piccolo paese situato in provincia di Avellino nella diocesi di Nola, dove sarebbe custodita una reliquia d’osso della sua mano destra;

San Gregorio da Sassola (Roma), nella diocesi di Tivoli;

Crispano (NA) nella diocesi di Aversa;

Roverbella (MN) nella diocesi di Mantova – Vicariato Foraneo “San Pio X e San Leone Magno”.

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